La ciotola: solo un contenitore?

alimentazione del sacro di birmaniaContrariamente a quanto si possa pensare, il materiale con cui è fatta la ciotola in cui il gatto mangia ha molta importanza. Sono da preferire quelle in metallo o ceramica e da evitare, laddove possibile, quelle in plastica. Questo perché la plastica mantiene gli odori del cibo che ha contenuto e non basta lavare bene la ciotola per eliminarli. Inoltre il diametro della ciotola dovrebbe essere abbastanza largo, per evitare che il gatto pieghi le vibrisse per raggiungere il cibo. Ultimo consiglio è la sistemazione della ciotola del nostro amico gatto in casa: non deve mai essere posizionata di fianco alla vaschetta che contiene la lettiera, sia per una pura questione di igiene che a causa dell’acuto olfatto del gatto. Potrebbe non mangiare se sentisse troppo gli odori dei propri bisogni (come biasimarlo?!).

Allattamento e svezzamento del sacro di birmania

Quando mamma gatta partorisce i cuccioli, entro un ora dal parto inizia ad allattarli e continuerà per una cinquantina di giorni. Il latte secreto dalla mamma nei primi giorni dopo il parto contiene il colostro, un alimento più giallo e denso del latte successivo, più ricco di proteine e più povero di grassi e di zuccheri. È molto importante per i gattini assumere tale sostanza, sopratutto entro 24 ore dalla nascita poiché, dopo tale lasso di tempo, la parete intestinale non permette più il passaggio di anticorpi. Nel caso di gattini orfani o di gattini non allattati dalla mamma, l’esposizione a malattie durante lo sviluppo del cucciolo è maggiore.

I gattini, durante la prima settimana di vita, devono effettuare poppate frequenti, ogni due ore circa, giorno e notte. Nello sfortunato caso in cui la mamma gatta si rifiuti di allattare i cuccioli, si deve provvedere mediante la somministrazione del latte in polvere (attenzione a non dare quello di mucca!). Il latte deve essere dato a temperatura di circa 38° e con materiali puliti e disinfettati. La posizione del cucciolo da allattare deve essere eretta e non orizzontale per non correre il rischio di far andare latte nel naso e quindi nei polmoni.

Successivamente alla fase di allattamento, si entra in quella dello svezzamento. Con il termine svezzamento si indica il passaggio dei gattini dal cibo liquido al cibo solido, in genere avviene verso la quinta-sesta settimana del cucciolo, quando essi cominciano a esplorare i dintorni della loro “culla”. La mamma gatta inizia ad allontanarli gradualmente quando cercano di allattare. In questa fase và a poco a poco somministrato cibo umido, come gli omogeneizzati, ricco di nutrimenti per la crescita del gattino. Gradualmente i gattini diminuiranno la percentuale di latte materno aumentando le porzioni di cibo umido. Tra le otto e le dieci settimane il gattino riuscirà a mangiare cibo secco non inumidito. È bene ricordarsi di lasciare sempre a disposizione una ciotola d’acqua fresca nelle immediate vicinanze del cucciolo.

Alimentazione del sacro di birmania

Per l’alimentazione del sacro di birmania consigliamo di utilizzare alimenti che si trovano in commercio, piuttosto che cibo fatto in casa. Questo perché, se da un lato c’è la qualità della composizione del cibo stesso, dall’altra si corre il rischio di squilibri nutrizionali, nel caso in cui il pasto preparato non contenga quantità sufficienti di tutti i principi nutritivi di cui il birmano ha bisogno.

I cibi sicuramente da evitare sono le ossa della carne e le lische del pesce, poiché vi è il pericolo che possano scheggiarsi durante la masticazione e provocare gravi danni ad esofago, stomaco e intestino del micio. Assolutamente proibitivi sono anche dolci, cibi speziati, formaggi stagionati e legumi.

I cibi che si trovano comunemente in commercio hanno il vantaggio di contenere tutti i principi nutrizionali di cui un gatto ha bisogno e si dividono in cibo secco e cibo umido. Il secco (i croccantini) deve essere sempre a disposizione del gatto, non abbiate paura che ingrassi poiché i birmani sono in grado di autoregolarsi e non è necessario tenerli a dieta. Come molti veterinari consigliano, i croccantini devono essere il cibo prevalente nell’alimentazione del sacro di birmania, in quanto è nutrizionalmente più completo. L’umido (le scatolette) invece è un alimento complementare, che dovrebbe essere dato solo un paio di volte alla settimana.

E’ raccomandabile, alla fine di ogni pasto, pulire con attenzione la ciotola del gatto, per evitare che il cibo residuo deteriorandosi possa sviluppare microrganismi pericolosi.

Nel caso in cui di decida di cambiare il tipo di alimentazione del gatto, è bene farlo in modo graduale, in modo da evitare spiacevoli diarree. Per evitarlo è bene miscelare in quantità crescente l’alimento nuovo con quello vecchio, per giungere infine alla sostituzione completa.

Curare l’alimentazione del sacro di birmania, significa allungare la vita al nostro amico a quattro zampe, tenendolo al riparo da malattie o disturbi dovuti ad una sbagliata nutrizione.